LIBERE CANZONI

“Ciò che non è in mezzo alla strada è falso, derivato, vale a dire: letteratura”

(H. Miller – Primavera nera)

Un viaggio è una storia, una vacanza è una parentesi

(Corrispondenza con A.)

…e finalmente risi, risi di cuore e delle vostre palpebre chiuse, delle vostre ambizioni, dello spettacolo che esauriva la vostra vita, e delle vostre dita deformi, dei vostri anni, dell’orrore con cui arrancavate e degli infiniti ritardi entro cui sembravate muovervi.

C’eri tu che leggevi ed elencavi. Una febbre ansiosa di conteggi. Non tracce utili, ma orme rivelatrici di gusti incapaci. Provetto inconcludente, figlio di un sogno borghese. Pestare mani sui tasti e pugno chiuso sul pene a masturbarsi.

E c’era lei, l’opera d’arte allo specchio che s’osserva sognandosi artista. Negando al caso, a dio o ai genitori quella capacità che in se stessa mancava e che nemmeno inseguiva, non agognava – altra e più assurda era la pretesa. Senza passione l’esistenza non paga. Per chi non ha sangue nelle vene la forma è più della sostanza ed è la meta che conta, il riconoscimento, la foto del panorama, non l’aria nel naso, l’affanno e il sudore e la sete e il male che alle volte fa il cuore.

E c’ero anche io nella scena, certo anche io che ridevo per finta finché non fu sera.  Finché non fu l’ora e gettai la notte in braccio al sipario e m’incamminai verso l’alba, di spalle, pesante, stanco, libero dal corpo e dai vostri panni netti dal fango.

Io col mio segreto dolce e salato che recita “amore, amore ascolta: questi passi claudicanti sono già la nostra nuova canzone”

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10 pensieri su “LIBERE CANZONI

  1. sto rileggendo “le via dei canti”….inevitabile che mi venisse alla mente un parallelo…qui sono i passi della vita a far nascere il canto… un canto di strada…autentico e sofferto….

  2. In vacanza non ci si sporca, il sudore viene immediatamente rimediato con biancheria pulita, portata in quegli enormi bauli volanti. Insieme all’abito elegante. Di sera bisogna indossare l’abito adatto. In vacanza non prendi l’autobus lercio che prendono i locali. Il tempo è prezioso per il vacanziere. Domani sarà un’altra la meta. Il viandante ha i piedi sporchi della strada che ha percorso. Forse potrà lavarseli, forse no. Che puzza, che schifo quei piedi, quel cibo che sa di sporco, di chissà che cosa!
    Sono a Macao, giungla di casino e di persone. Il tempio poco distante prepara una festa rionale, penso. Ho mangiato del riso con pollo in un localino di Taipa, un’altra isola che un ponte collega a Macao. Ho letto il post precedente e non sapevo che farmene delle leggi. Non mi toccavano i copioni. Il vagabondo, come dici tu in alto di questo blog, non ha vizi. Vorrei non dover tornare!!!
    Vuoi un po’ di odore di quest’altra Cina? L’odore di cibo che emana dal cibo cucinato da queste parti non ha niente a che vedere con quello dei ristoranti cinesi diffusi in Italia.

    • non lo so, non fo una vacanza da decenni. magari c’è anche chi in vacanza ci va per un mese e si lorda rotolandosi nel fango. c’è persino chi si iscrive alle scuole di sopravvivenza, chi va nelle fattorie e paga per lavorare coi maiali. tutto questo non conta. il viaggio resta una storia, mentre la vacanza è solo una parentesi. c’è chi vive la vita come se fosse una parentesi tra limbo e paradiso/inferno. per il resto… una porzione di riso col pollo anche a me e… che salse hanno?

      • qui a Macao è pieno di casino dove giocano soldi come fossero noccioline nella tombola di natale. Un luogo comune dice che il mondo è bello perché è vario. Comunque penso sia importante come si vive anche una breve parentesi e quanto influisca e modifichi la nostra vita. Difficile uscire indenni anche da una “brutta vacanza”,
        Hanno salse di soia, chilli piccante, curry, cream e tante altre anche per mercati e posti di strada… e qui a Macao fanno anche il baccalà alla portoghese, ma non l’ho mangiato. I ristoranti con cucina portoghese sono quelli più raffinati e stellati e sono altre parentesi. Nell’hotel casino della MGM c’è una venere di Botticelli proveniente dalla Galleria Sabaudia di Torino in mostra fino a metà marzo. Parentesi al posto di giocare al casino. Dimenticavo: ingresso gratuito e insieme decine di riproduzioni delle più importanti opere del pittore e insieme una riproduzione della vita a Firenze nel 1500.
        A proposito, arriva a Macao anche il vino portoghese senza sovrapprezzo. Ottima occasione per scolarsi un vinho verde, un alentejo o un porto (quest’ultimo non l’ho bevuto) in camera e acquistato in un normale supermercato. Chiusa la parentesi e domani ne aprirò un’altra nella Cina di Guang Zhou, cioè Canton. Non so se ho storie da raccontare. Non so neanche se possono interessare. Abbiamo tutti il nostro viaggio e la nostra storia a prescindere dalle parentesi che ci creiamo per sopravvivere in mezzo a quello che è inferno o paradiso a seconda delle nostre convinzioni. In alternativa c’è il nirvana: assenza, ma noi occidentali non siamo abituati a cercarlo. Ci piace soffrire oppure cercare panacee artificiali. Qualsiasi panacea, niente da criticare, ci mancherebbe altro…

      • il mondo è bello perché è vario… vuol dire che la bellezza è una varietà, probabilmente. senza varietà… non ci sarebbe in automatico nemmeno la bellezza. come quell’altra cagata “l’eccezione che conferma la regola” che poi significa solo che se c’è una eccezione, deve logicamente esserci una regola. ok, io allora prenderò una venere del botticelli in carne e ossa e una botticella di alentejo.

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