“IN UN PAESE DOVE TUTTI FANNO LE STESSE COSE, NESSUNO CI STA CAPENDO NIENTE”

La Giovanardi – Fini è stata dichiarata incostituzionale.

Peccato. Perché funzionava così bene…

La legge che ha inasprito le pene inflitte ai tossici equiparando l’uso di droghe pesanti e leggere (e infischiandosene del referendum popolare 1993 che negava la punibilità del consumatore) stava evidentemente debellando il problema droga (problema per chi? se si vota a maggioranza che autospararsi in faccia non è un problema, perché una minoranza deve poi legiferare affinché nessuno si spari in faccia? Misteri della democrazia…). Funzionava così bene, dicevo: infatti le persone che si fanno le canne sono diminuite di numero in maniera spaventosa negli ultimi anni (ma forse non è vero dato che il numero dei tossicomani è stabile dal tempo in cui anche io ne facevo parte e non subisce le paturnie della legge). In ogni caso l’illegalità ha mantenuto il prezzo della marijuana alto finché ha potuto e ha dato tanto lavoro. Ma i tempi cambiano. Presto, probabilmente, la maria sarà legalizzata, e allora costerà quanto la bietola o al peggio quanto le Diana blu. E addio all’indotto e al sommerso. Come dire… disoccupazione rimangiaci il culo e fisco piombaci addosso.

Giovanardi, sei un incompreso.

Fini, anche di più…

Forse prima o poi protesterà, qualcuno, che, se non incostituzionale, anche la Bossi – Fini è scarsamente umana come legge. Anche quella è una legge a rischio. Peccato. Perché il lager inflitto ai clandestini ne stava evidentemente limitando il flusso. O no? non so. Me lo sono chiesto osservando passare tutti quei tipi neri con la tuta e il braccialetto per le strade di Pozzallo, o parlando con qualche tunisino sulle panchine, di sera. Da Ventimiglia fino alla Sicilia. O con quel rumeno che vive per strada, G. Che prima di essere riconosciuto europeo fu arrestato e rinchiuso a Caltanissetta (come se fosse normale riconoscere uno per cinese e dato questo motivo sbatterlo in galera).

Certo: per fortuna mai verrà abolito il carcere per i ladri. E perché mai dovrebbe esserlo? Funziona così bene! Da sempre i ladri vengono arrestati, e in altri posti o tempi vengono e venivano persino uccisi o mutilati. Infatti ad oggi in Italia i furti sono in forte calo. Le truffe, non ne parliamo. Menomale che c’è il carcere ad arginare il fenomeno della crisi!.

E c’è ancora chi dice che il carcere non serve. Che al carcere non c’è una alternativa! Non è forse grazie al carcere che non ci scanniamo l’un l’altro ad ogni momento? Che non siamo tutti bestie che si azzannano per strada? E’ grazie al carcere che gli omicidi non sono la maggioranza, certo solo grazie al carcere. O almeno, è anche grazie al carcere che siamo abituati al dogma, ossia ad accettare acriticamente senza opporre la logica agli assoluti. Ad essere tutti tendenzialmente uniformi (del resto, data una crisi  imposta e un immiserimento dichiarato e programmato, se la gente non riesce a fare altro che implorare lavoro, evidentemente l’abitudine all’idea del carcere è servita eccome a marmorizzare i cervelli… come dire: non c’è alternativa al carcere, non c’è alternativa a questo sistema, non c’è alternativa alla forma e alla sostanza che attualmente hanno i nostri rapporti).

Bene (si fa per dire…)…

Non c’è alternativa al carcere, perché il carcere non è una alternativa. Si delinque per possibilità o necessità, e chi ne ha la possibilità se ne fotte del carcere, tanto non ci finisce anzi ti ci manda (e non è un fatto di cattiva amministrazione: data una porta ci sarà sempre chi avrà le chiavi e chi non le avrà). E chi soffre la necessità rischia come rischierebbe ad uscire in mare per pescare un pesce.

Non c’è alternativa al carcere perché il carcere non risolve nessun problema. Interviene a morto fatto e difficilmente un omicida che si fa anche vent’anni di galera poi, per la pena patita, non ammazza piu’ nessuno (anzi…).

Il carcere cristallizza un attimo nella vita della gente e rischia di renderlo eterno. E’ quindi tutt’altro che educativo e tutt’altro che strumento di recupero. (Postille: recuperare alla società, vista la società, non mi sembra un risultato interessante a cui tendere e, visto che questa società si fonda sul carcere (filosoficamente, psicologicamente, socialmente, etc etc), allora forse chi incarcera o è incarcerato già è al centro del progetto sociale e non deve affatto essere recuperato).

Non c’è alternativa al carcere perché il carcere è uno strumento di repressione in mano al potere che il potere usa per i suoi scopi. Il giorno in cui il potere dovesse trovare un metodo alternativo al carcere per menarci in testa, allora sarebbe davvero il caso di tremare (NB il potere è da intendersi come fenomeno canceroso umanamente diffuso, non come un olimpo inarrivabile per eletti stile corte o cupola mafiosa).

Non c’è alternativa al carcere perché il carcere è motore e modello di questo sistema. Ci pungola dall’esterno e vive dentro di noi. E’ sintesi e motivo di tutto ciò che chiamiamo ingiustizia. E’ causa non riconosciuta delle nostre frustrazioni. E’ sfogo per i piccoli incoscienti numeri che tende a farci diventare.

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7 pensieri su ““IN UN PAESE DOVE TUTTI FANNO LE STESSE COSE, NESSUNO CI STA CAPENDO NIENTE”

  1. già…siamo così ben tutelati e organizzati…viviamo così tranquilli in questa socità supervisionata …!!! speriamo che non tolgano altre leggi visto che sono così utili…! e il carcere, certo, guai non ci fosse…come potrebbero essere gestiti certi soggetti?..uhhhh…come mi sento al sicuro io sapendo che esiste il sistema giuridico, che c’è il carcere per chi infrange le leggi….!!!!
    ….che basta trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato per finire ammazzati di denutrizione…!!!

  2. eh..sì…effettivamewnte , visto che vivo in un paese che tutela le persone di colore e le ospita a gratis in hotel 5 stalle…pardon…stelle…

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